COS'E' RESTORE?
Nel corso degli ultimi anni la struttura dei bisogni sociali si è profondamente modificata e sempre più spesso le problematiche tradizionali sono affiancate da problemi più complessi e urgenti, che riguardano in particolare: anziani non autosufficienti a domicilio, persone a rischio di povertà, minori con problemi educativi, donne disoccupate spesso con figli in giovane età.
I modelli di intervento esistenti sono in grado solo in piccola parte di affrontare questi problemi. Anche le imprese sociali, che si sono sviluppate velocemente a partire dagli anni `80 e risultano oggi piuttosto consolidate, sembrano avere perso parte della loro capacità innovativa e stanno sempre più adottando modelli gestionali e di produzione dei servizi uniformati a quelli degli enti pubblici.

Il progetto Restore intende fornire una risposta alle nuove esigenze di welfare emergenti dalle realtà locali. E’ finanziato dall'Unione Europea all’interno dell’iniziativa comunitaria Equal, che mira ad innovare gli approcci e le politiche finalizzati a contrastare il fenomeno della discriminazione e della disuguaglianza nel contesto del mercato del lavoro.
R.E.S.T.O.RE. è una sigla ottenuta unendo le iniziali della frase Rafforzare l’Economia Sociale Trentina Organizzando Reti.
Lo slogan adottato per l’iniziativa, “Lavoriamo insieme per il benessere delle nostre comunità”, indica come il progetto intenda elaborare e promuovere nuovi modelli di impresa sociale legati al welfare che siano espressione delle comunità locali del Trentino, favorendo la partecipazione degli utenti. I nuovi modelli dovranno risultare innovativi rispetto a quello che si è recentemente affermato in Trentino, fortemente agganciato all’ente pubblico.

Altro elemento distintivo del progetto è rappresentato dall’attenzione riservata alla creazione di collegamenti stabili tra soggetti pubblici e privati (sia del settore non profit che for profit).
Punto di forza del progetto sarà la sperimentazione di sei esperienze pilota di impresa sociale di comunità, un soggetto che le nuove leggi sul welfare intendono sviluppare nel prossimo futuro per rafforzare il benessere e l’assistenza socio-sanitaria. Le reti relazionali e parentali, infatti, si stanno sempre più allentando anche in Trentino, dove si registra un crescente numero di famiglie mononucleari e un progressivo trend di invecchiamento della popolazione.
I nuovi problemi emergenti non possono essere affrontati solo dalle famiglie o dagli enti pubblici. Le imprese sociali di comunità promosse dal progetto, oltre a mettere in rete istituzioni pubbliche e private del territorio, offriranno nuove opportunità di occupazione, rivolte soprattutto a donne disponibili ad inserirsi, a particolari condizioni che facilitino la conciliazione di impegni familiari con impegni lavorativi, nel settore dei servizi alla persona.
 

A chi si rivolge:
a persone, enti, associazioni, istituzioni, cooperative, imprese, interessate ad essere responsabilizzate nel contesto del miglioramento del welfare locale a cui mira la riforma istituzionale in atto a livello provinciale in Trentino.

Servizi da sviluppare:
servizi socio-assistenziali a favore di fasce di popolazione che vivono situazioni di disagio o di marginalizzazione: dunque anziani, persone non autosufficienti, emarginati, nuovi poveri, disoccupati, con particolare attenzione per le periferie, le aree di recente urbanizzazione e i piccoli comuni con meno di 500 abitanti, che in Trentino sono più del 25%.

Metodologia:
è basata su una struttura di governance partecipata e condivisa e sulla trasparenza e rendicontazione di tutte le fasi del progetto.
Tempi e risorse: il progetto è articolato su 30 mesi, da luglio 2005 a gennaio 2008. Le risorse movimentate dal progetto ammonteranno a circa 2 milioni di euro.

Partner nazionali:
il gruppo di progetto coinvolge una organizzazione privata e una pubblica -  Federazione Trentina della Cooperazione (capofila), Consorzio dei Comuni Trentini - e due affermati istituti di ricerca - ISSAN Istituto Studi Sviluppo Aziende Nonprofit e IRSRS Istituto Regionale di Studi e Ricerca Sociale - che saranno responsabili del coordinamento e della realizzazione di attività di ricerca e di formazione.

Gestione operativa:
la programmazione e lo sviluppo del progetto è seguita da un tavolo istituzionale strategico che stabilisce le linee di indirizzo, che poi trovano applicazione ad opera del comitato di coordinamento composto da un rappresentante per ogni partner progettuale. Altri organi di governo del progetto sono il comitato scientifico  e l’assemblea. Esistono poi 5 gruppi di lavoro che si occupano di aree specifiche: ricerca, sperimentazioni, transnazionalità, valutazione, comunicazione/promozione.

> il bacino territoriale di riferimento