L’editore Franco Angeli ha pubblicato il volume “Responsabilità sociale del territorio”. Il libro, come è indicato nel sottotitolo, si propone come “manuale operativo di sviluppo sostenibile e best practises”. Gli autori sono Giampietro Vecchiato, consigliere nazionale FERPI (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana) e Francesco Peraro, presidente di Veneto Responsabile, rete regionale per la responsabilità sociale.
Molti dei temi trattati nella pubblicazione sono ripresi e sviluppati nel progetto Restore.
Riportiamo una breve presentazione dell’opera curata da Giampietro Vecchiato. In allegato: il file con le copertine del libro.


VERSO UN TERRITORIO SOCIALMENTE RESPONSABILE

“L’integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate”. Con queste parole il Libro Verde della Commissione delle Comunità Europee del 2001, definisce la responsabilità sociale delle imprese (CSR). Dotarsi di strumenti di responsabilità sociale significa, in altre parole, non attenersi esclusivamente alla legge o soddisfare criteri di certificazione, ma andare oltre investendo nel capitale umano, nell’ambiente e nelle relazioni con tutti i portatori di interessi. Il passaggio successivo è quello, da una parte, di non considerare la CSR come una mera operazione di facciata o di comunicazione; dall’altra, di far proprio il principio secondo il quale la CSR non è solo un costo aggiuntivo, ma si traduce nella creazione di valore aggiunto per le organizzazioni. Questi principi sono sintetizzati nell’approccio triple bottom line secondo il quale un’organizzazione socialmente responsabile non valuta più la sua strategia esclusivamente sulla base di parametri economico-finanziari, ma integra l’aspetto economico (creare prosperità) con una valutazione della condotta ambientale (attuazione di politiche di tutela ambientale e di sviluppo sostenibile) e sociale. L’approccio triple bottom line ha quindi come cornice l’idea di “cittadinanza” e di “bene comune” dove l’azienda “buon cittadino” non sarà attenta solamente al rispetto delle leggi, ma parteciperà attivamente alla vita della comunità, contribuirà a farla crescere economicamente e culturalmente, opererà per renderla più collaborativa e coesa.

Questa volontà, questo nuovo modo di esprimere la propria cittadinanza, può essere espressa utilizzando diversi strumenti. Attualmente i più utilizzati sono: il bilancio sociale, l’adozione di un codice etico, il bilancio ambientale e tutte le certificazioni ed i marchi di conformità. La forza della responsabilità sociale sta anche nella sua estensione applicativa dalle singole imprese a tutto il territorio e in questo caso ha come obiettivo il miglioramento della qualità della vita della comunità. Inizialmente nata per stimolare le imprese ad assumere comportamenti responsabili, questa strategia – su proposta di Veneto Responsabile che ha avviato il primo progetto operativo in Italia – viene ora calata in un nuovo contesto, dove il soggetto promotore è tutta la comunità, tutto il territorio nel quale vivono e operano i “suoi” portatori di interesse. Obiettivo principale del progetto, che si sta confrontando con la Regione Veneto per individuare alcune aree test per la verifica pratica del modello, è quello di accompagnare le istituzioni, il mondo economico e il terzo settore, in un percorso di costruzione condivisa di un territorio socialmente responsabile dove le giuste istanze economiche si coniugano con le attenzioni sociali ed ambientali nell’ottica di uno sviluppo sostenibile.

Il progetto di Veneto Responsabile ha già ottenuto l’approvazione dal Global Compact Italia (progetto dell’ONU per lo sviluppo sostenibile) e dal Punto di Contatto Nazionale dell’OCSE sul tema della responsabilità.

- copertine libro (in .pdf)